domenica 4 marzo 2012

Nuovo arrivo


Una sera milanese, un rapido incontro, l'acquisto di un corpo macchina usato ma in buone condizioni: pedalo verso casa con particolare cautela, ben conscio di cosa custodisco nello zaino. Dopo lunga meditazione, dopo aver soppesato i pro ed i contro di svariati modelli, ho deciso di buttare cuore, portafogli e prudenza oltre lo steccato: ora ceno ad un capo della tavola, mentre al lato opposto la nuova (sic) Nikon mi fissa con apparente distacco nipponico.







La mia decisione è semplice e, al contempo, parte di un contesto temporale piuttosto prolungato. Sono sempre stato un autodidatta, poiché nessuna figura paterna, nessun classico appassionato mi ha avvicinato al mondo affascinante e misterioso delle reflex analogiche; con una certa umiltà mista forse a timore ho mosso i primi passi grazie alle Zeiss-Ikon, dapprima fotocamere a mirino ed in seguito con l'amata serie Contaflex più volte descritta in questo blog. Un sistema geniale e tuttora accattivante, ideale per il mio uso prettamente panoramico "di montagna", che mi ha del tutto conquistato con il giro di boa del modello IV ed il lento, progressivo acquisto delle sue raffinate ottiche addizionali, i Pro-Tessare da 35, 50, 85 e 115 mm.
Questa piccola Nikon nera, il cui corpo pare inghiottire la luce invece di rifletterla, costituisce ai miei occhi un vertiginoso e ben poco prudente salto in avanti: non solamente nella tipologia costruttiva, passando dalla concezione tedesca della defunta ditta Zeiss-Ikon, bensì anche nel tempo. Si è trattato di un brusco e prolungato colpo sull'acceleratore dei decenni, sgommando da una tecnologia europea degli anni Cinquanta ad un quid prodotto tra la fine dei Settanta ed i primi Ottanta; sono atterrato in prossimità di quel 1983 che vide la mia comparsa sulla scena terrestre, tuttavia il senso di spaesamento o jet lag spaziotemporale è forte.
Mi sento anzi blandamente sorpreso per il semplice fatto che il mio prudente pragmatismo piemontese abbia permesso un simile colpo di mano. La Nikon, dal canto suo, mi studia e non commenta.
Le domande, ora, sono prevedibili e forzate quanto quelle poste al primo ferroviere di passaggio in un giorno di forti ritardi. Funzionerà? Sto barattando una tecnologia che ormai apprezzo e conosco bene, che dopo tanti rullini scattati in quota non mi ha mai deluso o tradito, con qualcosa di alieno ed ignoto. Ho fatto bene?


Così come in caso di ritardi e scioperi, non c'è risposta immediata che tenga. Mi occorre un buon manuale, un rullino e soprattutto un obiettivo. Un obiettivo, il mio regno per un obiettivo!

mercoledì 29 febbraio 2012

Pro-Tessar 115 mm al Monte Mucrone

Domenica 26 febbraio 2012, poca neve marcia, sole cocente e temperature che, a valle, sfiorano allegramente i 20°C. Qualche fotografia ai 2335 metri del Monte Mucrone, di cui non ho però raggiunto la cima, con l'ormai ben conosciuta reflex Zeiss-Ikon Contaflex IV, armata di obiettivo Pro-Tessar 115 mm: forse l'ottica più rara e difficile da reperire su cui io abbia fortunosamente messo le mani.

Vette, cielo, pianura, gli omini nei dintorni del Savoia e sul Monte Camino: tutto diventa percettibilmente più nitido e ravvicinato, così come i due amici che, pian piano, conquistano la vicina vetta del Mucrone. Ottica eccellente, ottimo ingrandimento!