sabato 29 ottobre 2011

Intermezzo Biellese




Un tranquillo pomeriggio autunnale biellese,


dopo settimane di lavoro intenso, prolungato, stancante e sempre al cardiopalmo,

due passi con una buona amica, gustando il sapore - legna bruciata nei camini, fruscio di foglie secche, canti tra i rami, odor di funghi e terra umida - del ritorno ad un tempo ed un modus vivendi meno frenetico. Una cioccolata al Piazzo nel giorno che declina svogliato, due risate per un buffo berretto di lana sotto portici medievali dal selciato sconnesso, il profumo di macinato che trapela da una torrefazione... Finalmente, brevemente, nuovamente a casa.

Con me in questa placida escursione errabonda e priva di meta, giusto per il gusto di qualche scatto "come-si-deve", l'intera suite degli obiettivi Carl Zeiss Pro-Tessare: 35, 50, 85, 115 mm.


In definitiva, io amo profondamente l'autunno. E questa terra in cui, ogni tanto, ritorno.








mercoledì 19 ottobre 2011

Punta Cris o Quota 2899









Bella e piacevolissima salita autunnale, sabato 15 ottobre 2011, da Estoul (Brusson, Val d'Ayas) alla Punta Cris o Quota 2899, così chiamata ufficiosamente per ricordare Maria Cristina Rosazza, del gruppo SUCAI Torino.


La Contaflex IV, semplicemente provvista dell'ottica integrata da 50 mm, ha trovato pane per i suoi denti: un panorama a dir poco scenograficissimo e struggente creato per noi dall'inversione termica, regalandoci un grande "mare di nubi" prettamente autunnale da cui ogni vetta della Vallée e delle Prealpi Biellesi emergeva come un'isola.

Le condizioni di luce, caratterizzate dal fortissimo riverbero proveniente dal basso verso l'alto, nonché dalla luminosità autunnale del cielo tersissimo, hanno messo a dura prova l'esposimetro, il cui indicatore è finito fuori scala.




domenica 18 settembre 2011

Colle Marmontana

Sabato 17 settembre 2011:


malgrado il meteo consenta, a giudizio universale, solo una finestra di bel tempo nelle prime ore della giornata, raggiungiamo in cinque i 2358 metri del Colle Marmontana, dagli alpeggi soprastanti le frazioni Pillaz-Vercosa di Fontainemore, in Valle del Lys (Valle d'Aosta).I forti temporali che ci colgono in discesa, accompagnati da fulmini e diluvio universale, costringono tutti a correre a valle piegati in due, tra ruscelli d'acqua fangosa, schizzi e lampi spettrali che illuminano a giorno alberi e forre.


Una foto, scattata ancora con il bel tempo, al Colle Marmontana: la fedele Zeiss-Ikon Contaflex IV, nuovo acquisto e fedele compagna di ormai tante escursioni, è stata forse l'unica ad essersi salvata dall'acqua, ben riparata nel profondo del mio zaino.
Tutto il resto, io compreso, le ha fatto da scudo.




sabato 30 luglio 2011

Pro-Tessar 115 mm






Fine luglio 2011, Val d'Ayas:





La Contaflex IV ed il nuovo Pro-Tessar 115 mm in vetta alla Becca Trecare



Un complicato tragitto, tra venditore, corrieri internazionali, parenti porta nelle mie mani uno splendido esemplare di ottiche Carl Zeiss. Dalla Germania a Champoluc, via Biella, perfetto ed integro in ogni dettaglio, ecco l'ultimo obiettivo Pro-Tessar che mancava all'appello.
Ben custodito dal suo efficiente "bicchiere" di protezione, agganciato all'interno del tappo grazie ad un ingegnoso meccanismo ad incastro, il pesante obiettivo nero si presenta come una massiccia coppa capovolta dentro alla plastica opaca. Fuori, tra i graffi sottili accorsi lungo i decenni, una stinta e labile etichetta ingiallita proclama con orgoglio Zeiss Ikon AG Stuttgart - Made in Germany, Pro-Tessar 1:4 / 115 mm 11.1205. Una mano ormai ignota aveva accuratamente scritto, nell'apposito spazio, il numero di matricola del pezzo.

Tanti anni, eppure il coperchio nero si svita senza un rumore, senza un sibilo di sfregamento, quasi senza attrito: è solo plastica ma questa connessione tra un tappo ed un contenitore denota capacità ed ingegno. Una volta estratto l'obiettivo, il tappo del bicchiere funge da efficiente base, ed ora la grande lente arrotondata riflette le nubi bianche sul cielo dell'alta Ayas. Nubi ed una parentesi di verde capovolta che, anche se la vecchia lente lo ignora, è il Palon di Resy.


La denominazione Tessar parrebbe derivare dal greco "Tessa", il numerale 4, ad indicare gli elementi che compongono l'ottica. Una lente di eccezionali dimensioni: ben 7 cm di diametro fuori tutto, altrettanti di altezza. Il bordo interno reca la sottile dicitura bianca Carl Zeiss, le specifiche dell'ottica da 115 mm e la matricola; un raffinato teleobiettivo, dopo il medio grandangolo da 35 mm ed il medio teleobiettivo da 85 mm. Il 115 mm venne prodotto nel 1961, vertice supremo di una ricca e completa gamma di ottiche ideate per la serie Contaflex della Zeiss Ikon. Relativamente costose, tuttavia, queste ottiche vennero giudicate in antitesi con il progetto della stessa serie Contaflex - apparecchi reflex di buona qualità, destinati ad un vasto pubblico d'estrazione borghese, non particolarmente abbiente né professionale.
Innestare questo massiccio obiettivo, la cui estremità ricorda le bocche dei vetusti fucili a trombone di Paperon De' Paperoni, è semplice ed istintivo; in un topic precedente avevo parlato della perfetta, scorrevole sensazione di aggancio dei vecchi moduli spaziali dei programmi Apollo e Gemini. Un avvicinamento, una mezza rotazione, un perfetto incastro, un dolce e quasi impercettibile scatto.
Come tutti i Pro-Tessare, il 115 mm trasforma la visione del mirino di una Contaflex. In questo caso, l'ottimo ingrandimento avvicina nettamente oggetti distanti, facili da mettere a fuoco grazie al telemetro ed ai due focusing knobs della macchina.
Un'ottica superba, forse la migliore del trio Pro-Tessare. Il canto del cigno di un capolavoro ingegneristico.