venerdì 6 maggio 2011

Zeiss-Ikon Pro-Tessar 85 mm




Ideati come ottiche aggiuntive, raffinate e capaci di alte prestazioni, gli obiettivi della serie Pro-Tessar vennero studiati per supplire all'ottica fissa dei primi due modelli Contaflex. La denominazione Tessar parrebbe derivare dal greco "Tessa", il numerale 4, ad indicare gli elementi che compongono l'ottica.
Le versioni I e II, come visto, non permettevano difatti l'adozione di lenti addizionali: occorse attendere il periodo 1957-1959, con le Contaflex III e IV, per passare allo stadio successivo.
Battezzati Pro-Tessar(e) con riferimento all'obiettivo fisso Carl Zeiss Tessar da 50 mm, questi elementi aggiuntivi si rivelarono strumenti di gran classe ed ottima concezione, come illustrato in modo eccellente dallo storico-fotografo Marco Cavina.






Il Pro-Tessar 1:4 da 85 mm è un medio-tele, basato su un prototipo originariamente definito Mutanar e diffuso sul mercato a partire dal 1957. La sua concezione è semplice, intuitivo l'attacco a baionetta, perfetto il gioco ad incastro che avviene sia nei confronti della Contaflex, sia nell'intelligente tappo del "bicchiere" che funge da custodia ed imballo per queste ottiche. In questo modo, entrambe le delicate estremità dell'ottica (l'apertura della lente e, al capo opposto, l'innesto) sono protette da altrettanti tappi, e l'intero obiettivo è sapientemente immobilizzato.

The Pro-Tessar f/4, 85 mm is a telephoto lens which, acting like a telescope, will permit you to record far-away subjects as large a though they were "within your reach", prometteva il manuale della Contaflex IV, suggerendo di adoperare quest'ottica per (...) landscapes, portraiture.
L'ampia lente fa sembrare quest'ottica un gioiello, un'antica coppa: la parte inferiore del cono, lontana dalla lente e dal raffinato bordo in acciaio zigrinato, reca invece le accurate incisioni dei tempi. Il bordo interno, appena sopra la lente arcuata, reca l'orgogliosa e sottile dicitura bianca Carl Zeiss Pro-Tessar 1:4 f=85 mm.


Sul versante negativo, oltre al prezzo di ieri e di oggi (60.000 Lire italiane all'epoca, dai 50 ai 100 Euro odierni) ed alla difficoltà di reperire esemplari privi di crepe, funghi o macchie, occorre citare il peso. Il "bicchiere" completo pesa infatti ben 380 grammi: molti, se si calcola che la gamma completa proponeva quattro ottiche (35, 85, 115 mm, più il raro M 1:1). A tutto ciò occorre aggiungere i circa 800 grammi della Contaflex stessa che, con la borsa, sfiora il chilo.
L'innesto è semplice, geniale, smooth: i due elementi (il Pro-Tessar e l'obiettivo fisso Tessar) si agganciano perfettamente, senza il minimo gioco o inceppo, a distanza di tanti anni: un fluido aggancio che ricorda istintivamente la miracolosa, meccanica meraviglia di precisione delle missioni Apollo, l'unione del LEM con il modulo di comando. Un piccolo e pungente difetto, infine, riguarda la maneggevolezza del sistema: una volta installato l'obiettivo, si presenta per l'operatore il problema di dove mettere la lente frontale da 50 mm della Contaflex, per la quale non è prevista una custodia protettiva.





sabato 30 aprile 2011

Zeiss-Ikon Contaflex IV


La Contaflex IV. Nei riquadri, dettaglio dell'ottica e dei filtri addizionali




Ultimo modello delle SLR Contaflex della serie I-IV, la Contaflex IV si propone come la perfetta sintesi evolutiva dei tre modelli precedenti. Si colloca infatti all'apice di una storia ingegneristica e produttiva nata nel 1953 con la Contaflex I e proseguita nel 1954 con la II, seguita infine dalla terza versione nel 1957.
Dal 1953 al tardo 1956, dunque, le reflex di questa serie si limitarono allo standard di base: macchine robuste ed affidabili, dalle alte prestazioni e dal prezzo relativamente contenuto, rivolte ad una categoria medio-alta di consumers non professionali.
Il nome della serie pare coniugare la radice Cont, già comune alle serie Contina, Contessa, Contax e Contarex, e la desinenza -flex, sicuramente inerente alla tipologia reflex della macchina.
Ogni versione offriva qualcosa di più: la II propose un eccellente esposimetro interno, rendendo obsoleti ed inutili i modelli manuali esterni alla fotocamera, mentre la Contaflex III fu la prima a proporre l'adozione di lenti diverse, malgrado priva dell'ottimo esposimetro integrato.
Si trattava di una 35 mm con otturatore a "foglia", prodotta nel biennio 1957-1959 e provvista di ottica Tessar 50 mm 2.8: utilizzando un ingegnoso meccanismo di rilascio, il sottile elemento anteriore dell'ottica si rivelava rimovibile, rivelando l'otturatore Synchro-Compur della Deckel.
Ciò permise l'adozione di ottiche esterne, innestabili a baionetta, che la Zeiss-Ikon AG di Stuttgart stava parallelamente sviluppando: non un'ottica interamente cambiabile, bensì un geniale compromesso tra prezzi contenuti ed un'ampia gamma di obiettivi intercambiabili.
La Zeiss-Ikon riuscì ad ogni modo a proporre due modelli avanzati che supplivano il pur eccellente obiettivo fisso mediante costose e raffinatissime ottiche esterne (35/115 mm).
La Contaflex IV, volendo riassumere, costituisce uno dei veri vanti della tecnologia della Germania Ovest, nonché un degno emblema del suo tempo e della situazione economica e geopolitica in cui vide la luce.
Non si trattava di un modello al top di una gamma di grande prestigio, munito di ottiche selezionate, destinato a pochi privilegiati o alle élites professionali più esigenti. Al contrario, si trattò di un modello in grado di fornire una tecnologia ben collaudata e molto efficiente, aprendo le porte di un sistema di alta qualità ad un pubblico tutto sommato "medio", borghese: figlia del boom economico e tecnologico della Germania Ovest, figlia della prima epoca di riscossa e successo dopo l'insensata catastrofe bellica, la Contaflex IV provò concretamente che le migliori soluzioni fotografiche non erano più appannaggio di pochi, abbienti e fortunati eletti.
Nel suo piccolo, come concezione e come emblema di questo sconvolgente assioma sociale ed economico, comportò una vera rivoluzione.



mercoledì 20 aprile 2011

Photographic

Un doveroso ed estemporaneo tributo al brano "Photographic" della grande band Depeche Mode:

sabato 16 aprile 2011

Zeiss-Ikon Contaflex Series



Le Contaflex e la loro discendenza. Un'evoluzione ramificata





Forse la più classica e rinomata tra le reflex prodotte dalla Zeiss Ikon AG di Stuttgart, la serie Contaflex è ripartita in più categorie: SLR e TLR. Le prime, ovvero single-lens reflex, videro la serie I-IV, le prime Alpha e Beta, Rapid e Prima, la Contaflex 126 nata alle soglie degli anni Settanta. Oltre a questi autentici gioielli, vennero prodotte le preziose TLR o twin-lens reflex cameras, superbe macchine per pochi eletti, oggi contese tra i collezionisti più abbienti. La categoria delle 35 mm raggiunse il suo apice con l'ambiziosa serie Contarex, nata nel 1959, che propose modelli di lusso ed elevate prestazioni come la Contarex Bullseye, Special, Professional, Super, Electronic, Hologon. La genesi, lo sviluppo e le molteplici versioni di queste macchine fotografiche, caratterizzate dalle prestazioni e dalle funzionalità più disparate e comparse lungo alcuni decenni di storia dell'azienda, richiedono un approccio cauto e graduale. Qui verrà analizzato il modello Contaflex II.