venerdì 21 settembre 2012

Nikon FE e Colle della Gragliasca


Domenica 16 settembre 2012, finalmente, ritorno in montagna in compagnia della mia Nikon FE.

La novità non è certo rappresentata dalla mia salita, in questo caso avvenuta al Colle della Gragliasca nell'alto Biellese, bensì dalla Nikon stessa.
Ciò che mi è accaduto rasenta l'incredibile e lo racconto qui, per chiunque stia pensando di seguire le mie orme - è tutto testimoniato dalle ricevute.

 

Il 30 maggio 2012 ho consegnato la Nikon FE alla ditta Pravo di via Jacopo della Quercia 3, a Milano. Il loro sito cita Fotoriparatori Nikon dal 1980 e, prima di spedirla per chissà quanti mesi alla Nital torinese, provo con loro; oltretutto non sono lontani dal mio luogo di lavoro, appena oltre Corso Vercelli, ed in bici impiego dieci minuti scarsi per raggiungerli. Il che costituisce un bel vantaggio, poiché azzero le spese di spedizione.
Il problema non è insormontabile, secondo due diversi fotografi professionisti che "seguono" il mio parco macchine d'epoca e ne sviluppano abitualmente i rullini: si è allentato il coperchio sul retro della reflex, lasciando penetrare una sottile striscia di luce che rovina le pellicole. Ciò non succede sempre, ma in montagna e sul lavoro, non ci si può certo fidare di un attrezzo che funziona quasi sempre. Occorrerà sostituire il coperchio posteriore, non è un intervento difficile e si trovano perfino i pezzi originali.

La receptionist della Pravo promette, a monosillabi, dieci giorni di lavoro. Ciò avviene come premesso il 30 maggio.

Trascorrono i giorni, le settimane, i mesi.

Ovviamente non resto inattivo e telefono più volte, senza che risponda mai nessuno. Imperterrito, scrivo loro il 28 giugno ed il 2 luglio, il 3 luglio ed il 23 agosto. Quest'ultima e-mail mi torna indietro; non ottengo nel frattempo alcuna risposta. Scrivo nuovamente il 5 settembre 2012 ed infine il giorno dopo ricevo, oh gioia!, una mail sinteticissima che cita:

Per la sostituzione della serie feltri taratura e controllo La spesa complessiva è di € 42.00+Iva

Cordiali Saluti Pravo Srl

Dal tono della mia risposta forse qualcosa si smuove, poiché ricevo una telefonata durante la quale un signore mi spiega che la macchina è rimasta dimenticata in un armadio e che la cosa è da imputarsi alla sua negligenza. Il lunedì successivo inforco la bicicletta, raggiungo la via dove ero stato a fine giugno (!), e vengo "accolto" dalla receptionist. Tra l'altro la ditta chiude alle 18.00 e non è dunque facile raggiungerla, per chi ha un orario d'ufficio, ma pazienza.
La scena diventa talmente surreale da farmi quasi sorridere, chiedendomi dove siano nascoste le telecamere e la troupe, e chi sia tanto fuori dal mondo da riproporre ancora nel 2012 una candid camera stile anni Novanta.
La signora o signorina mi tratta in un modo che definire irrispettoso sarebbe un vacuo eufemismo. Quando le faccio notare che attendo da fine maggio, che ho chiamato e scritto per mesi senza che qualcuno si degnasse di rispondere al cliente, replica: E io che le devo dire?
Quando le faccio notare che se io lavorassi in questo modo verrei licenziato su due piedi, risponde che lei non sa cosa farci. Quando pretendo di vedere il suo responsabile butta lì l'ultima perla di cortesia: Non le ha telefonato? E allora cosa vuole parlargli ancora?


Il signore di cui sopra scende dal laboratorio, si scusa ancora per la negligenza, ma a questo punto non mi interessa più il ritardo. Gli suggerisco di far incontrare l'educazione e la sua collaboratrice per un momento, e chiedo se tutto ciò sia dovuto al fatto di aver presentato una macchina vecchia ed analogica; sarebbe bastato dirlo ed avrei portato la mia baracchetta a Torino. Almeno si fosse evitata la strafottenza: mai in tutto il mondo ho visto trattare in questo modo un cliente.

Altro che sconti, comunque: il prezzo del "lavoro" ammonta a 45 Euro. Li saluto augurandomi di non metter mai più piede nell'intero quartiere e vado di filato a scrivere alla Nital, segnalando l'accaduto.
Questa è la loro risposta:

Grazie per aver scelto il servizio di Supporto Europeo Nikon,

ci spiace molto dell'accaduto, vogliamo informarla che il centro PRAVO non è un laboratorio ufficiale Nikon e non dipende dalla Nital spa;
in Italia, l'unico centro assistenza ufficiale Nikon è a ditta LTR Service srl di Torino .

Cordiali saluti,

Supporto clienti Nital
www.europe-nikon.com/support
http://www.nital.it/


Una veloce ricerca su Internet mi rivela altri commenti di clienti infuriati, e se l'avessi condotta prima mi sarei risparmiato i mesi d'attesa e la surreale scenetta d'accoglienza. Ho comunque assicurato ai due gentilissimi responsabili che avrei diffuso la buona novella del loro servizio, ed ecco mantenuta la promessa.
Ed è per questo che, salendo al Colle della Gragliasca con la mia fedele ed innocente Nikon FE, ora riparata al prezzo di una breve attesa e di un certo giramento di scatole, rido di gusto.



The End

martedì 27 marzo 2012

Colma di Mombarone e Nikon FE


Domenica 25 marzo 2012, tempo nuvoloso, ancora un po' di neve sopra i 2000 metri.

Salita veloce dai 1497 metri di Trovinasse, sopra Settimo Vittone (nel Canavese: zona bellissima, terra antica e struggente che vorrei scoprire e capire meglio..) fino al lago ed alla Colma di Mombarone, la cui vetta sorge a 2371 metri di quota.
Veloce discesa sotto un'intensa, professionale e divertente nevicata fuori stagione che ha imbiancato pressoché ogni cosa, noi compresi. Panorama nibelungico in cresta sul Biellese, praticamente nullo sulla Valle d'Aosta. Abbiamo quindi lasciato perdere l'idea di raggiungere anche la Tre Vescovi e di scendere dal Colle della Lace, con un bell'anello che ho apprezzato qualche anno fa.
Gran giro che consiglio a tutti, anche se personalmente preferisco sempre la salita da San Carlo di Graglia. Anche dal rifugio Alpe Cavanna non è affatto male, per la varietà di panorami e l'intensità della salita.






Per chi volesse, è disponibile anche un breve e "luminoso" video panoramico dalla cima: attenti a non guardarlo in un momento di depressione, potrebbe destabilizzarvi.



domenica 18 marzo 2012

Kodak Retinette Typ 022


Domenica 18 marzo 2012, rintanato in casa, un giorno e mezzo di pioggia nervosa ed intermittente alle spalle. Un umido stillicidio di lavori da tempo rimandati e piccole ricerche, qualche lettura svogliata e le solite commissioni per negozi e supermercati; perfino il cane mi guarda mestamente dal suo angolo, mentre gli Unida affrontano il secondo minuto di Left Us to Mold.







Ho per le mani una piccola macchina fotografica per pellicole da 35 mm, acciaio e similpelle nera, che mi fissa attraverso il piccolo occhio dell'obiettivo di un sorprendente viola bluastro.
Si tratta di una Kodak tedesca, modello Retinette, come proclamato orgogliosamente sul retro: Kodak Retinette Camera. Un oggetto dalle dimensioni contenute e probabilmente molto economico, privo com'è di telemetro e di esposimetro, con ottica fissa e non intercambiabile; allo stesso tempo una macchina rifinita ed elegante nella sua solida semplicità che ricorda, per certi versi, i vecchi modelli a soffietto.
Ho provato a capirne età, storia, pregi e difetti, identificandola infine come il modello capostipite di una serie ricca e diversificata, realizzato a partire dal 1954 dalla ditta Eastman Kodak come versione rigida della precedente serie Retina degli anni Trenta, fornita invece di obiettivo retrattile. Si tratta infatti del Typ o Model 022, con obiettivo Reomar a tre elementi della ditta Schneider-Kreuznach 1:3.5 da 45 mm, coated specially for colour photography secondo il manuale originale. Monta inoltre un otturatore Compur-Rapid a dieci velocità.
Provvisto di light value settings ed autoscatto, il modello rimase in produzione fino al 1958 e ne vennero venduti circa 238.000 esemplari; il manuale decantava come the most distinctive feature of the RETINETTE fosse la (...) famous perfection of KODAK precision workmanship. Ed in effetti, i tempi ed il funzionamento della macchina sembrano tuttora perfetti, in pieno 2012.
La serie incluse, nel passare degli anni, otturatori differenti, quali i Vero, i Pronto ed altri modelli della Kodak; un modello identico e venduto dalla Kodak Pathé tra il 1955 ed il 1958, il 022 French Edition o Retinette F montò invece lenti Kodak Anastigmat Angénieux, con otturatore Kodak.




Il blocco dell'obiettivo mostra anzitutto, in nero, la fascia con i valori della distance scale; l'insieme è compatto e di uso intuitivo, molto semplice. Il volto anteriore della Retinette Typ 022 è, a differenza delle consorelle più recenti, pulito e basilare: il mirino, il nome del modello e la marca, e ben poco altro, oltre all'aggancio per il flash. Era difatti compatibile con differenti modelli di flash amovibili, quali il famoso Kodablitz; richiedeva invece l'uso di un esposimetro esterno, quale ad esempio il Kodalux L.
Il fondo della Retinette mostra invece l'ingegnosa leva di avanzamento delle pose o rapid winding lever, arcuata meraviglia meccanica definita one of the outstanding features of the RETINETTE dal manuale. Sul lato opposto si nota un'altra strana ghiera fornita di due appigli, uno dei quali è cavo e cela un bottoncino: si tratta dell'ingegnoso sistema di sblocco del coperchio, protetto da una ghiera di sicurezza o safety latch che, a sua volta, scopre un piccolo bottone metallico impossibile da premere senza aver ruotato la ghiera stessa.




Per rimuovere il rullino, una volta terminato, occorreva anzitutto premere il release button chiuso nella piega della leva di avanzamento delle pose, sul fondo della macchina fotografica, ruotando quindi il rewind knob sul dorso superiose sinistro; solo allora si poteva aprire il coperchio posteriore. L'apertura del blocco posteriore dava accesso alla camera di caricamento delle pellicole, possibilmente delle Kodachrome.
Il mio modello deve esser stato destinato al mercato tedesco, poiché la ghiera del rewind knob o di riavvolgimento del rullino reca in questa lingua le diciture delle varie tipologie di pellicola: Infrarot, Color Kunstlicht, Color Tageslicht, al posto della versione inglese, Kodachrome Daylight, Kodachrome A., Plus XI Super XX, Infrared.


Una piccola ed interessante reliquia di un tempo di fotografie dal cuore meccanico, forse più attente e scrupolose rispetto all'era delle migliaia di scatti in digitale.



lunedì 12 marzo 2012

Monte Zerbion e Nikon FE

Se il buongiorno si vede dal mattino...

..Questa macchina è destinata a grandi cose. Perlomeno, si godrà senza alcuna fatica delle gran belle salite.
Domenica 11 marzo, infatti, è avvenuto il battesimo alpino della nuova (sic!) Nikon FE. Provvista di una tracolla appositamente acquistata, armata con il suo obiettivo Vivitar 28-70, mi ha seguito fedelmente nella lunga ed intensa ciaspolata dai 1505 metri di Promiod, alla volta del Monte Zerbion: proprio la stessa vetta che vide l'inizio della mia passione per le montagne, nel lontano agosto 1991.









Fortissima luce e riverbero, che hanno messo in difficoltà perfino la digitale; una salita lunga ed affascinante iniziata tra le ampie praterie alpine al disopra di Promiod, quindi nei suoi boschi ed infine lungo la grande e dolcemente inclinata cresta occidentale del Monte Zerbion. E' disponibile peraltro un breve video panoramico, girato dall'Anticima. Con un saluto ed un ringraziamento all'amico Davide "Montanaro", webmaster del noto sito Lemiemontagne.it.